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Ottaviano De Biase, appassionato ed
intelligente studioso di storia locale, ripercorre e rievoca, in questo
documentato volume, le vicende di S. aLucia di Serino.
La ricostruzione storica di De Biase ci conduce in una zona nevralgica dell'alta
valle del Sabato, ai margini dei 24 "Casali" che costituivano lo
"stato" di Serino, e da dove antichissimi e frequentati percorsi
naturali si irradiavano verso Giffoni, verso l'alta valle del Calore e verso la
valle dell'Irno. Il centro abitato di Santa Lucia sorse in effetti in diretto
rapporto all'antica funzione viaria e commerciale dell'area. Funzione, come De
Biase documenta, grandemente ssviluppatasi a partire dal XVI secolo, quando si
verificò lo spostamento della popolazione e delle attività economiche del
serinese ddalle alture collinari verso il fondovalle, con l'emergere di Sala e
con la creazione del nucleo industriale (ferriere, ramiere, gualchiere, mulini)
e commerciali di Dogana Nuova (detto anche Foro Nuovo) a ridosso dell'attuale
cimitero di Serino. Lì, infatti si teneva un accorato mercato bisettimanale il
martedì ed il venerdì, lì sorse il convento dello Spirito Santo dei Minori
conventuali, nel cui supportico, come c'informa un documento del 1583, si
radunava il parlamento dell'Universaità di Serino <pro trattandis negotiis
et utilitabus dicte Universitatis>. Lì, infine, i Della Tolfa eressero un
monumentale edificio, che già nel 1676 veniva definito <un Palaggio antico
che sta tutto diruto e quasi cascato per non essersi abitato>, mentre
<<quella poca parte che sta in piedi se ne servirono li Mastri e
lavoratori delle Ferrere>>. Infatti, per effetto della crisi del '600,
culminata nella peste del 1656, dell'ambizioso progetto mirante a fare di Dogana
Nuova il baricentro urbanistico-economico-amministrativo del Serinese ben poco
sopravvisse ed avanzò.
Ben diversa era stata la situazione nel XVI secolo, come aveva già
brillantemente accennato qualche decennio orsono un grande maestro di storia e
di vita originario per l'appunto di Santa Lucia di Serino quale Ruggero Moscati
(1909-1981). Pur essendo vissuto, fatta eccezione degli anni della guerra,
lontano da Santa Lucia, egli ebbe e conservò sempre una vera e propria
venerazione per l'Irpinia in genere e per Santa Lucia in particolare, che
considerava la culla della sua famiglia. Il suo volume Una famiglia
"borghese" del Mezzogiorno (1964) costituisce infatti non soltanto
un'opera esemplare, illuminante ed emancipatrice delle più recenti correnti
storiografiche, ma anche e soprattutto un atto d'amore appassionato per le
proprie antiche radici storiche, familiare ed umane...
... In conclusione, lo studio di Ottaviano De Biase, che si raccomanda per
l'accurata ricostruzione critica, fornisce un contributo importante ed
interessante alla conoscenza della vita socio-economica di Santa Lucia di Serino
e dell'Alta Valle del Sabato nell'età moderna
Francesco Barra
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